A proposito di A.

Forse non si chiama nemmeno A. Cambia nome in continuazione. Ci ha presentato un algoritmo bizzarro. Per me è stato amore a prima vista. È sciocco dire così perché non l’ho mai visto, non ho nemmeno sentito la sua voce. Potrei trovare il modo di sentirla, ma preferisco così, preferisco immaginarla. Il motivo è stupido. Sto leggendo un suo libro. Quando leggo è la scrittura a darmi la voce necessaria, se non trovo la voce giusta, niente, non riesco a proseguire la lettura. Penso che sia uno strano. Bipolare, potrebbe dire qualcuno. Ho visto la foto delle sue mani, mi basta per immaginarlo mentre scrive. A volte scrive proprio a me. Dice cose intelligenti, stupide è così, così. A volte mi dice che sono cretina,e da cretina, mi piace da morire che me lo dica. Mi manda anche delle canzoni. In quel momento lo amo proprio, perché scegliere una canzone e darla a un altro è un fatto difficile è pericoloso. Prima mi ha mandato una musica ed è buffo perché era proprio la colonna sonora che cercavo per lui.

 

Annunci
Pubblicato in Uncategorized | 9 commenti

Non so che titolo dare

Ha una bella treccia di capelli rossi. I capelli non sono lucidi come quelli delle bambine, ma lei non è una bambina. Sta seduta di fronte alla finestra. Guarda fuori. Il fidanzato è seduto dietro a lei come se fossero al cinema. Le massaggia le spalle. Per farlo deve spostare leggermente il golfino che lei tiene buttato a caso, ma attorcigliato a serpente attorno al braccio sinistro. La madre è seduta alla loro destra, di fronte, finge di leggere il giornale. Il padre, a sinistra, finge di essere presente. Lei ogni tanto appoggia la testa sulla mano del fidanzato. Lui, sempre dietro, la accarezza, poi gliela raddrizza e comincia a sciogliere la treccia. Usa le dita delle mani per pettinare i capelli un po’ scarmigliati come se fossero un pettine. Con pazienza li separa in tre grosse ciocche e comincia a intrecciare. Non tira, non stringe, è delicato. Sembra un bambino che pettina una bambola. Forse ha già nostalgia di quei capelli. Lei si gira un po’, lo guarda, gli sorride lievemente. La madre alza gli occhi dal giornale, il padre è sempre altrove.  Lei ora ha caldo, sposta il golfino dalle spalle e srotola il serpente dal braccio. Lo fa lentamente, forse ha paura di spostare l’ago. 

La chiamano, tocca a lei. La madre scatta sull’attenti, l’accompagna. 

Si vede che sono nuovi.

 

2DDE8BB3-CDA5-4A3D-9FA9-CE1C977772BB

Pubblicato in Uncategorized | 5 commenti

Un sole bellissimo

“Laura. La sua Laura, venite”.

È alta e magra. Il bacino un po’ largo se comparato alle spalle, le gambe lunghe ad armonizzare tutto. Del volto vedo solo gli occhi senza trucco. Non si legge nulla del suo sguardo, sembra fermo, congelato, in apnea. Non ha vent’anni. Spariscono dietro la porta. Dopo poco esce lui, il padre. Sembra sollevato. Ha consegnato l’amore della sua vita a chi è in grado di averne cura, nonostante i buchi e il veleno. Ha un sacchetto tra le mani. Qui ce l’hanno tutti. Tutti hanno un sacchetto troppo piccolo. Non esistono contenitori sufficientemente capienti da contenere quei verdetti. Con gli occhi compie un giro della sala d’attesa, non cerca un posto libero, cerca altri occhi per ricevere uno sguardo. È alto e robusto, ma quanto alti e robusti si deve essere per poter contrastare tutta quella paura? 

C10823A9-BD32-4145-980A-ACA333BDFF58

 

 

Pubblicato in Uncategorized | 4 commenti

Confessione

Me ne sono innamorata subito. Era bello e distaccato. Era cinico. Non ha mai capito nulla di me, mi disapprovava. Non ha mai detto detto di amarmi. Io, stupida, gli scrivevo lettere d’amore, deve aver riso molto. Credo avesse un disturbo ossessivo compulsivo. Erano gli anni ottanta, eravamo giovani. A quel tempo si ascoltava musica “impegnata”. Lui aveva una vera fissazione per Guccini, De Andrè, Lolli. Un giorno arrivò con una cassetta (a quel tempo in auto si ascoltavano quelle) con una serie di brani di Lolli. Non ascoltammo altro per un mese. Sempre la stessa cassetta, sempre gli stessi pezzi, sempre Lolli, sempre io, lui e Lolli. Cominciai a non poterne più, a ogni ascolto mi prendeva una vera e propria forma di depressione, uno struggimento, un male di vivere insopportabile. Fu allora che scoprii di avere le risorse interiori per rispondere a quello stato di deterioramento. Fu allora che scoprii di avere un superpotere. Pensai di distruggere la cassetta, ma non potevo farlo in modo palese. E allora pensai intensamente al nastro che ogni giorno appena saliti in auto e fino all’arrivo girava, rimandando in continuazione quelle canzoni. Immaginai che a un certo punto cedesse sfinito, lo immaginai rotto. Accadde davvero, dopo un solo giorno. Il senso di colpa, pur allevato con cura per anni, durò qualche minuto. Mi sentii liberata e invincibile, avevo il potere. 

L’estate successiva decidemmo di andare in vacanza in Spagna, in auto. Andammo lui, io e i Ricchi e poveri. Dei miei superpoteri più nemmeno l’ombra.

 

Pubblicato in Uncategorized | 12 commenti

Ape sulla menta

Il tempo è poco e stronzo. Non so se la vita abbia per tutti la stessa velocità, ma la mia è un bolide. Ora mi accorgo che sono in ritardo, che non ho fatto e detto un sacco di cose che avrei dovuto e voluto fare e dire. 

Ho desiderato un uomo per poter stargli sdraiata accanto la sera, prima di dormire per poter guardare nella semioscurità il soffitto parlando e la notte, quando (come ogni notte) mi sveglio e ho paura. 

E invece ho coltivato silenzi, li ho allevati con dedizione e non ho detto mai, e così non ho potuto realizzare il mio desiderio. 

Ora sono qua, il buio è squarciato dai fanali di un’auto che passa e che disegna strane righe sul soffitto. Lui dorme sul fianco, mi mostra la schiena. Non voglio che si svegli, voglio che riposi. Ora che gli sono anche madre e sorella scopro che avrei potuto fare meglio, impegnarmi di più, stare più attenta. Spero, domani, al risveglio di riuscire a dirgli che amo la sua schiena e anche i nostri silenzi.

 

1C39CFB4-3B10-4DD6-B2AE-93D345422C4A

Pubblicato in Uncategorized | 14 commenti

Trovato nella posta. 2

08EECB15-3944-43FF-8A92-FCACB3D574F3Quando mia madre è morta, ma non immediatamente dopo, il giorno successivo, ho sentito che si era dispersa su ogni cosa, come una polverina. Sentivo la sua energia polverina scendere ovunque: sulla pianta accanto al divano colorato, sull’aria che respiravo, sopra ogni forma vivente. Con mio padre è andata più o meno allo stesso modo. 

Quando è morto mio suocero, ma non immediatamente dopo, il mattino successivo, sono andata in bagno. Mi lavavo la faccia cercando di svegliarmi completamente quando ho sentito uno strano rumore, sembrava che qualcuno lanciasse sassolini sulla finestra. Ho scostato la tenda e l’ho visto. Era un merlo. Batteva il becco come farebbe un picchio. A un tratto si è accorto di me, ha smesso di colpire il vetro e ha cominciato a guardarmi piegando un po’ il capo verso destra. Ha incrociato il mio sguardo e poi è volato via.

Qundo sarò morta non sarò polverina né merlo curioso, sarò nulla.

 

Pubblicato in Uncategorized | 9 commenti

Il mio balcone fiorito

Il mio balcone guarda a Est, non è buono per essere il primo della classe, proprio come me. Il mio balcone ha tre vasi pieni di terra vecchia e mal nutrita, proprio come me. Il vento e gli uccelli hanno portato semi di erbe spontanee che germogliano, crescono e velocemente seccano. Io me ne prendo cura per quel poco che posso. Offro acqua e sguardi amorevoli, null’altro, perché di altro non hanno bisogno, proprio come me.

Guai a chiamarle erbacce.

5F00CF57-7ACA-435E-8A0D-2F6070685507

Pubblicato in Uncategorized | 12 commenti

Mettere ordine

Credo di aver trovato la risposta. Anzi no, ho sempre conosciuto la risposta. Non credo affatto che le persone, gli eventi capitino per uno specifico motivo, credo fortemente nel caso, nel caos e nell’imprevedibilità delle cose.A posteriori è facile trovare una collocazione a ogni fatto, ma è anche vero che ci muoviamo in questo terreno fluido che è la vita cercando qualche appiglio, un gancio, un ancoraggio, spesso una scusa. Mi viene in mente il concetto di “corpomorto”, il termine marinaresco. Ecco, quello tu sei stato, un corpomorto. Mi sono ancorata a te quando ero in mare aperto, per alcuni aspetti è stato un vero e proprio salvataggio il tuo. Resta il fatto che sei un corpo morto, nulla più.

C90B44E2-7AA3-4AFB-9E16-AFF191342D94

Pubblicato in Uncategorized | 17 commenti

Senza parole

Ospedale. Aspetto. Seduti accanto a me tre giovani, due uomini e una donna: il tatuato, il bassetto, la bionda.
Il tatuato: Ma cossa casso ti vol farghe, el xe teron!
Il bassetto: Teron a dir poco, el xe pugliese.
La bionda: Quei xe i pexo.
Il tatuato (sorridendo a una signora che si sta avvicinando al gruppo): Ciao xia, ti gà fatto? Mi morti in sti posti no i ga voja de far un casso, i te fa sempre spetar ‘na vita.
La bionda (guardando la zia): Che bea che ti xe, co quea majetta rossa ti sta da dio.
La zia: El rosso me piaxe da morir.
Il bassetto: Ti xe sicura che in ste giornae sia ben vestirse de rosso?
La zia: E perché?
La bionda: No ti fa etto su feisbuc de quei comunisti che se ga messo ‘na majetta rossa par esser solidai co quei negri che riva co i barconi?
La zia: Ah, no casso, dopo me cambio.
Il tatuato: Va remengo comunisti, invense de meterse ‘na majetta rossa, no i podaria tornarghe i schei che i ghe ga ciavà ai teremotai?

Passo e chiudo.

 

Pubblicato in Uncategorized | 27 commenti

Se morissi ora

Se morissi ora, che ne sarà dei mille bigliettini che tengo nel portafogli, nell’agenda, nel cassetto del comodino? Che ne sarà delle mille storie cominciate e mai finite? Le persone che mi stanno accanto se la caveranno benissimo senza di me. Facciano quel che vogliono del mio corpo e ancor più del mio ricordo.
Alcuni giorni fa al mare ho sentito dire da un signore alla moglie “Quando morirò non voglio funerali, niente di niente. Seppelliscimi con la bandiera della Juventus e basta”
Credo sia una bella prospettiva, ma io sono interista.

FE73BF78-D492-40C5-A973-1B12F3EF40B2

 

Pubblicato in Uncategorized | 27 commenti