La banda.

Ho incontrato in rete questa foto.

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Inizialmente ho sorriso. Ho pensato che quando ero bambina pur vivendo in una situazione di medio benessere era normale non avere tanti giochi, dover trasformare le cose in qualche cosa d’altro, far diventare una foglia una bistecca, i pantaloni del pigiama una meravigliosa parrucca e via così. “Facciamo che eravamo” era l’inizio di tanti giochi. Inventare, immaginare, fingere, costruire erano normali attività. Credo sia stato positivo poter crescere così. Guardavo la foto e mi sentivo una di loro.
Poi l’ho riguardata e ho pensato che mi ero ingannata. Non credo proprio che uno di quei bambini abbia visto la luce e abbia deciso di formare una banda. È falsa, come è falsa tanta infanzia che si vende in ogni angolo di mondo. Io con i bambini ci passo tanto tempo, non ho una visione romantica, non li considero ingenui, buoni, sinceri o geniali per definizione, ma sempre più mi irritano gli adulti che li accompagnano. Mi irritano i genitori spesso incapaci di seguire una linea coerente per più di trenta secondi, mi irritano gli specialisti e i mille trucchetti mangiasoldi che tirano fuori dal cilindro, i corsi di danza, di nuoto, di canto, il catechismo, la baby sitter parlante inglese e la nonna amorevole. Sono irritata dalle mie stesse parole, dalla mia incapacità frequentissima di in-segnare, ma questo forse è un bene.
Quella foto è falsa, nulla di grave.

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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43 risposte a La banda.

  1. fango ha detto:

    falsa è la prima cosa che ho pensato quando l’ho vista.
    questa sintonia mi inquieta.

  2. bortocal ha detto:

    un altro esempio di sfruttamento del lavoro infantile.

    mi pare di leggere Dhaka su un barile.

    sono bambini del Bangla Desh, allora, cioè, praticamente bambini musulmani, perché sono addobbati in maniera piuttosto induista? se non c’è qualche strano sincretismo culturale.

    quei fazzoletti sui copricapi, la bambina insieme ai bambini: è tutto falso…

  3. cinziarobbiano ha detto:

    falsa come l’immagine che si ha dei bambini, come dici troppo spesso manipolati dagli adulti. piccole modelle, bulletti di periferia…in questa foto la cosa bella sono i sorrisi dei bambini, neppure loro si sono presi troppo sul serio

  4. rodixidor ha detto:

    Capisco quello che dici e sicuramente hai ragione. A rifletterci guardano bene i bambini nella foto sono tutti in posa davanti al fotografo, imbellettati per apparire divertenti. Quindi la tua analisi è giusta: questa foto è falsa. . Però al tempo stesso, e ti chiedo di confermarmelo perché tu hai più esperienza di me,, i bambini in qualunque condizione riescono ad eludere i trucchetti ed i meccanismi subdoli di genitori e maestri, degli adulti in generale, per giocare come sanno e vogliono fare.proprio perché non sono né ingenui né innocenti. Non dobbiamo nemmeno cadere nell’errore opposto di misurare la felicità di un bambino in calorie al giorno o scarpe calzate, in fondo sei tu che mi hai fatto riascoltare qui su queste pagine: “Ho visto anche degli zingari felici”.

  5. Gintoki ha detto:

    Sulla cosa della baby sitter parlante inglese mi è venuto in mente un episodio raccontatomi da mia madre, che lavora in un asilo nido. Una coppia di genitori moderni che accompagna la bimba e prima di lasciarla la salutano parlandole in inglese, perché si deve abituare e quindi a casa le parlano solo così.

    Non lo so magari hanno ragione e il bilinguismo la renderà più intelligente, però, non so, mi dava da pensare

  6. ludmillarte ha detto:

    irritano anche me. tutti quanti, compresa la baby sitter british. che fare? proporrei di inventare gli svita-avvita teste 😉

  7. massimolegnani ha detto:

    concordo in tutto, compresa l’antipatia per le nostre stesse parole sui bambini

  8. geleselibero ha detto:

    questa fa parte di quell’insano progetto che vuole fare dei bambini delle scimmiette ammaestrate in grado di divertire gli adulti.

  9. Topper ha detto:

    Non solo falso, anche irrispettoso…

  10. newwhitebear ha detto:

    Concordo con te che la nostra infanzia è stata costellata da molta fantasia e immaginazione per invetarsi nuovi giochi, aspetto che oggi in pratica non esiste più.
    Conocrodo con te che la foto, che, ammetto, non mi ha fatto sorridere ma pensare a un qualcosa di triste, sia falsa e ipocrita. Un sistema per mercanteggiare un’infanzia rubata.

  11. (o drammaticamente vera, nella sua meta-comunicazione…)
    mi è piaciuto questo tuo post, me l’ero tenuto da commentare al ritorno da qualche giorno via. non tanto per la falsità della foto, quello è sparare sulla crocerossa, quanto per quei trenta secondi di coerenza che sfuggono. ma anche non di coerenza, basterebbe anche solo di credibilità. sfuggono nelle gare di sci a sei anni, nei saggi al pianoforte a otto anni, nella cresima a dieci, nel non sapere leggere e scrivere a trenta.

    • bortocal ha detto:

      ora faccio una cosa davvero di cattivo gusto, che assolutamente non si dovrebbe fare.

      volete vedere dei bambini dello Sri Lanka veri, spontanei, che cantano (sotto la mia ispirazione)?

      volete avere un termine di paragone per distinguere la verità dal montaggio di una messa in scena?

      provate a guardare qui, allora… – all’incirca dal minuto 2:50

      (e adesso corro a nascondermi.,. 😦 )

      • menteminima ha detto:

        Bello questo filmato (credo datato). Sono andata nello Sri Lanka nell’87, ci sono finita per caso tre giorni per colpa di uno sciopero degli aerei .Allora ho pensato che fosse un posto meraviglioso, ora non lo so.
        … uao, si sente la voce del Bortocal 🙂
        … scusa ma perché di cattivo gusto?

      • bortocal ha detto:

        perché trovo di gusto cattivo e quasi spammistico andare in giro nei post altrui a citarsi. 😦

        il video è di 10 anni fa, altro che datato.

        ma vedo che tu ci sei andata ancora prima… 😉

        lo Sri Lanka era nel 2004 una specie di piccolo paradiso sofferente; ci ritornai poi dopo lo tsunami; il fantasma della guerra civile lo attraversava; a teocrazia dei monaci buddisti o soffocava; ovunque lutto e sofferenza; la miseria felice era diventata una miseria orfana e vedova.

        ma la gente restava meravigliosa!

      • menteminima ha detto:

        Ma no, anzi è interessante, lo spam è altro.
        A me quel posto era piaciuto tanto. La natura, i diversi luoghi di culto, uno diverso ogni cento metri, in apparente … armonia mi avevano affascinata. C’è tra gli amici di viaggio chi sostiene che io abbia passato quei tre giorni di permanenza costantemente brilla dal momento che mi ostinavo a bere unicamente birra che era l’unica bevanda imbottigliata disponibile.
        Non so se ho visto miseria felice, forse in qualche caso sì.

      • bortocal ha detto:

        ho una intera serie di video del 2004 su quel paese (quelli del 2005 i sto facendo convertire da analogico a digitale.

        se sei stata solo tre giorni, penso che tu abbia potuto vedere poco; io ci ho passato in tutto tre settimane in due viaggi successivi.

        però, se sei uscita da Colombo, forse potresti ritrovare qualche luogo che hai visto allora in uno di questi filmati: https://www.youtube.com/results?search_query=bortocal+Lanka

        sono una cinquantina i miei videoclip suo Sri Lanka. 🙂

      • menteminima ha detto:

        Un po’ fuori Colombo ma poco. Ora guardo i filmati. Tu sei ordinato, io una disordinata cosmica, ma alcune foto sono riuscita a trovarle 🙂 Grazie.

      • bortocal ha detto:

        forse sei stata a Nigambo allora, vicino al’aeroporto; è il primo video…

        i miei filmati su Colombo sono del 2005 e in questo momento non li ho…

        mi piacerebbe vedere qualche foto: come si fa? 🙂

      • menteminima ha detto:

        Te ne ho inviata una.

    • menteminima ha detto:

      io a cinquantaquasidue…
      Grazie del commento.

  12. bortocal ha detto:

    uffa, la mia tastiera ha quasi perso la elle….

  13. Sun ha detto:

    Senza rispetto alcuno, dovrebbero vergognarsi

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