In fondo, al centro.

Sono andato a Torino. Due giorni. Bell’albergo.
Torino non mi affascina ma ci sto bene.
Ieri, dopo aver camminato parecchio, ho deciso di fermarmi a mangiare qualcosa.
Sedevo in un bar piuttosto gradevole, all’interno, per via dell’aria condizionata e avevo una magnifica vista sull’esterno. Potevo osservare la gente passare: uno dei miei passatempo preferiti. Il mio punto di vista consentiva di seguire con lo sguardo una persona per un tratto sufficientemente lungo per capirne alcune cose. Uomini incerti, donne in ritardo, ragazzi senza meta, ma onnipotenti.
Poi è passata lei, più che lei il suo culo. Non che io sia fanatico del genere, ma quello era davvero il più bel culo che abbia mai visto.
La donna, sui quaranta, portava quel culo su due gambe lunghe, rese ancora più lunghe da un paio di saldali dal tacco piuttosto alto. Lo portava consapevolmente, fasciato in un paio di pantaloni di cotone blu leggeri e aderenti che non nascondevano le natiche senza slip. Ad ogni passo si alzava una natica che poi ricadeva senza alcun ondeggiamento. Non era un culo marmoreo, rigido, lasciava intendere una tonicità perfetta, perfetta per le mani, per le mie in questo caso. Ad un certo punto lei e quel suo culo che avrei voluto in grembo si fermarono. La vetrina di un negozio poco più avanti aveva attirato l’attenzione della donna. Se ne stava immobile, gambe unite, con il braccio destro piegato e stretto al corpo per reggere la borsa. Stava un po’ piegata in avanti, e io avevo a disposizione dei miei occhi tutto quel culo.
Dopo qualche istante si è raddrizzata e ha ripreso il suo cammino, sicuro, senza fretta.
Uscita dal mio campo visivo sentii che l’inutilità stava diventando l’unico vero senso di quella giornata. Io difficilmente mi annoio, mi sono allenato per anni, da bambino a trovare scampo dalla noia. Un soffitto, la trama di un tessuto, i cerchi concentrici, ipnotizzanti e inquietanti del sigaro che aveva costantemente in bocca il mio psicologo mi conducevano fuori da ogni possibile pericoloso vicolo del vuoto, del nulla. Anche l’inutile ha un senso, una dignità, una pedagogia.
Ora senza quel culo mi sentivo perso. Non avevo idea di chi fosse, nemmeno quale faccia avesse quella donna ma ne sentivo la mancanza totale, l’assenza.
Perché alla fine che cosa amiamo delle persone se non un particolare, un istante, un gesto, un respiro?
Mi stavo perdendo, dovevo uscire da quel bar, tornare al mio albergo che era in fondo alla strada, in centro alla città.

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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37 risposte a In fondo, al centro.

  1. rodixidor ha detto:

    Questo Paolo è uno strano tipo. Sa guardare, sa descrivere con dovizia di particolari e poi si perde. Pensavo che il senso di inutilità che lo aveva assalito lo spingesse fuori dal bar a seguire quel culo. Invece scappa in albergo. Fa quasi rabbia la sua abulia 😦 (ancor più male fa riconoscerla)

  2. Guido Sperandio ha detto:

    E brava lei, intendo la scrivente. La serie in ottica maschile prosegue. Condotta con destrezza.
    (Del resto, qualcosa del genere avviene col pollo a tavola: c’è chi si incupidisce per coscia e chi per il petto, e chi punta bramoso al… lo chiamano il boccone del prete.)

    • menteminima ha detto:

      Scrivente è la parola giusta 🙂
      … perdonami ma qual è il boccone del prete nel pollo?

      • Guido Sperandio ha detto:

        Lo ignori?! Beh, colpevolmente pigro, mi affido a spiegazione altrui. Riporto copia-incolla da Internet:

        ” L’espressione boccone del prete ha più significati. Con questo termine si denomina la parte più prelibata del pollo, ovvero il “sottocoda”, per esaltarne l’importanza. Questo modo di dire risale al Medioevo, quando solo il clero e l’aristocrazia potevano concedersi certe pietanze che, quasi sempre, venivano ricevute in dono dai contadini obbligati a dare ai Signori i migliori capi di bestiame.”

        Certo, non sempre le signore hanno la coda, quelle che però l’hanno vuoi mettere come sono sexy?

  3. massimolegnani ha detto:

    Paolo mi sembra cugino di primo gradi di Camillo. Ergo condivido il suo atteggiamento, sia nella gestione della noia, che nella rinuncia a inseguire la donna il cui culo ha osservato tanto attentamente.
    ml

  4. Claire ha detto:

    Ma quanto mi piace? Sono riuscita a vedere con i suoi occhi … fantastico!!!

  5. ludmillarte ha detto:

    spesso viene prima il lato B … meglio rassegnarsi 😉
    (sempre complimenti)

  6. newwhitebear ha detto:

    Il lato B a volte è magico, a volte è moscio ma attira sempre. Paolo l’ha visto e ne è rimasto attratto.
    Complimenti per come sei riuscita a far parlare il lato b della tua personalità, quella maschile, descrivendo con molto accume e perizia i opensieri di Paolo

  7. Bugiardo ha detto:

    ecco appunto tanto per rimanere in tema con quello a cui stavo già pensando. inutilità del tutto e culi. e io che ero venuto qui per distrarmi.

  8. Bia ha detto:

    per dirle che ha una faccia da culo, sarebbe un gran complimento?!?!!? 😀

  9. giuliagunda ha detto:

    Ho scoperto solo dopo aver letto la pagina “About” che sei una donna. In questo post sei stata bravissima a immedesimarti e mi hai ingannata. Complimenti, questo è talento!

    G.

  10. gelsobianco ha detto:

    Neanche un “lato b” così bello riesce a vincere l’abulia di Paolo!
    Terribile!

    Molto valido il tuo scrivere usando il tuo lato b, quello maschile, mm. 😉

    gb

  11. tramedipensieri ha detto:

    … la parola stonata è proprio “amiamo”…
    Certo che questo “personaggio” mi fa venire due nervi due 😦

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