Memory card.

La mia maestra portava un grembiule nero lungo, mi sembrava vecchia e sapeva di sapone Sole.
Mai una carezza, mai un sorriso ma credo ci amasse.
Capitava spesso che facesse volare il mio quaderno dalla finestra per farmi capire che dovevo sforzarmi, dovevo migliorare la grafia “da gallina”.
Daniele era il mio compagno di classe, di catechismo, amico fidato, fratello.
Eravamo sempre insieme, potenzialmente pericolosi ma tenuti in equilibrio da un mondo familiare, nonostante tutto, stabile.
Daniele aveva i capelli rossi, li odiava profondamente, io li trovavo comunque più interessanti dei miei. Tra noi non c’era competizione fisica, di quella dei maschi, c’era piuttosto una rivalità tra i pensieri.
Ci siamo sempre innamorati di bambine o più avanti di ragazze diverse, mai una contesa.
Il primo bacio ce lo siamo scambiati tra di noi, una sorta di preparazione, di allenamento, una palestra.
Avevamo osservato per un po’ di tempo i baci nei film e quelli per strada tra gli innamorati. Il fine era assolutamente didattico. Ci interessava la tecnica. Dai film si imparava poco, la strada, come sempre, ci fu più utile.
L’esercizio era simulare la situazione “primo bacio” con una ragazza. Non potevamo sfigurare, dovevamo essere perfetti. Ora può sembrare sciocco ma a noi sembrava importante capire se e quanto dovessimo muovere la lingua e soprattutto se gli occhi dovessero stare aperti o chiusi. Passammo un intero pomeriggio a baciarci a casa mia, in salotto. Approfondimmo anche la tecnica dell’abbraccio e a ogni bacio ci scambiavamo sensazioni e consigli tecnici. Le femmine ci sembravano molto attente alla questione bacio e mai avremmo voluto apparire alle prime armi o peggio ancora incapaci.
A scuola stavamo in una classe totalmente maschile ma accanto ne avevamo una femminile e un po’ più in là, nel corridoio, verso i bagni una mista.
Quando arrivai in seconda i miei genitori decisero di cambiare lavoro. Ci trasferimmo in un paesino formato da poche case, una scuola, una chiesa e un albergo che presero in gestione i miei genitori.
Si misero in società con gli zii, assunsero una cuoca che si chiamava Matilde, mi iscrissero alla scuola del paese ma decisero di non portare mio fratello che avrebbe avuto gli esami. Lui restò in città da una coppia di zii di mio padre. Io li adoravo. La zia avrebbe potuto vivere a Londra dato lo stile e lo zio era buonissimo. Questo aspetto era garantito anche dalle sue labbra. Sì’ perché per mia mamma le persone con le labbra carnose, disegnate bene non possono essere che buone.
La mia nuova classe era mista, avevo un maestro, i maschi erano sfuggenti e le femmine silenziose.
Quell’anno imparai ad andare a rane, vidi il grillotalpa, vidi la morte e capii di non essere così bravo a scuola come pensavo.

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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37 risposte a Memory card.

  1. lauraapalmer ha detto:

    Azz, bello. molto.

  2. love2lie ha detto:

    Quindi, scopriste che ci si bacia a occhi aperti sfidando le diottrie o chiusi?

  3. vagoneidiota ha detto:

    No. Di Dalì non hai i baffi.
    Piittosto, quel cazzo di modo così bizzarro di presentare la propria realtà da farmi accomodare senza parole.
    Perché non ne ho mai.
    Con te, mai.
    The root – d’angelo

  4. rodixidor ha detto:

    Quella maestra che sapeva di sapone Sole ora mi spiega tante cose ….. 😉
    Sempre deliziosa e suadente ……. (Carmen Consoli)

  5. newwhitebear ha detto:

    Sapone Sole? Una volta il gusto del sapone era quello di Marsiglia. Quello Sole è più recente. Il tuo lato B è così giovane?
    Diamine prove di baci e di abbracci tra maschi mah!
    Per il resto è delizioso.

  6. graziaballe ha detto:

    Ma questo è un altro uomo…non è Paolo. E se lo è, è un Paolo inedito, che ha lasciato il cinismo in favore della senilità rabbonente.
    Ci piace lo stesso. Che si sappia. Chè non è solo lui ma sei tu come scrivi.

  7. rideafa. ha detto:

    sono tornata a rileggerlo. di nuovo.

  8. annam11 ha detto:

    Non ci sono più le maestre di una volta… 😉
    P.S.: Meglio chiusi, in ogni caso

  9. mododidire ha detto:

    Anch’io volevo farlo con il mio amichetto dei tempi, ma lui era gayssimo e non voleva. E così mi toccò lo specchio

  10. lamiastrada67 ha detto:

    Io mi esarcitavo a baciare con i peluches. Ma non è la stessa cosa..

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