Rossana.

Rossana era la mia vicina di casa. Era amica di mia moglie. Bella donna, di quella bellezza pulita, di classe pur avendo uno stile decisamente semplice.
La chiamavamo Rox. Usava sempre la bicicletta, con ogni tempo, in ogni stagione. Sempre di corsa, sempre a sorridere, ma con un ringhio sempre pronto in gola.
Le Rossana invece erano le caramelle che portava di tanto in tanto a casa mio padre. Le comprava a peso. Le mettevano in un sacchettino di carta chiara macchiato di mille stelline grigie e mio padre le metteva sul ripiano in cucina. Avremmo potuto mangiarne una, massimo due dopo pranzo.
Erano le mie caramelle preferite, una parallelepipedo durissimo e dolce ripieno di una crema ancor più dolce. Potrei parlare un’ora sulle “tecniche per degustare una Rossana”, ma ancora di più potrei parlare della carta che le incartava.

Ieri ho letto questo: “La vita concreta e quella speculativa dell’intera specie, così come quella dei singoli individui, dipende dalla selezione operata dalla direzione abituale delle loro intenzioni … ognuno di noi sceglie, letteralmente, quale tipo di universo gli apparirà davanti e, quindi, in quale tipo di universo vuole vedersi abitare.”

A saperlo avrei conservato le carte delle Rossana.

 

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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31 risposte a Rossana.

  1. come era lo scioglilingua delle “rosse rossana” che non ricordo?
    (non è che sia proprio d’accordissimo con il pensiero in questione. sarà che i processi alle intenzioni non m’hanno mai entusiasmato? 🙄 )

  2. zuccherando ha detto:

    io ne ho una….la conservo ancora..sai in caso di necessità!

  3. tramedipensieri ha detto:

    Buonissime….
    ….e con la carta si vede tutto il mondo ….in rosso…. 🙂

  4. Necessario ha detto:

    volendo considerare plausible la teoria, siamo (o sono) diventati tanto incasinati da non sapere piu’ neanche cosa vogliamo veramente. o forse lo siamo (sono) sempre stati.

  5. Claire ha detto:

    Ok, le caramelle *lo sto per dire * mi facevano e fanno ‘cchifo, ma questo post è adorabile! 😉

  6. rodixidor ha detto:

    Le ho ritrovate dopo tanti anni, le Rossana che come te amavo da bambino. La carta è sempre la stessa traslucida e rossa ma la caramella mi sembra più piccola ma non so se sono i ricordi ad ingigantire le dimensioni.
    Riguardo a quello che hai letto invece da tempo sono più che convinto che tutto avviene per caso e attribuire agli eventi una scelta è solo un effetto della nostra memoria come la dimensione delle Rossana.

  7. newwhitebear ha detto:

    Son del cancro ma le Rossana proprio non mi piacevano. Troppo dolci per i miei gusti. Cumunque bella l’associazione di pensiero tra la vicina di casa e le caramelle.

  8. Nexus - ha detto:

    Le caramelle Rossana le ricordo benissimo, troppo dolci ma il colore della carta che le avvolgeva, quel rosso cupo e particolare mi piaceva molto. Indimenticabile anch’esso. Sull’assioma finale sinceramente ho molti dubbi.

    • menteminima ha detto:

      Chissà se i bambini di oggi avranno tra quaranta anni un ricordo collettivo così vivo su di una caramella

      • Nexus - ha detto:

        Non credo proprio perchè mancherà la caramella e la sua episodicità attesa, il tempo di scartarla e tutto il resto. I bambini di oggi potrebbero smentirci ma fra 40 anni i blog non esisteranno più.

    • menteminima ha detto:

      Interessante questa cosa dei blog, me la spiegheresti?

      • Nexus - ha detto:

        Le manifestazioni di comunicazione virtuale sono naturalmente figlie dell’epoca, della società e della tecnologia presente. Immagino che tra trentanni le caramelle saranno sostituite da altri tipi di dolciumi e isocial probbailmente vireranno verso forme di collegamento audiovisivo-. La parola scritta resterà un monito per dinosauri.

  9. graziaballe ha detto:

    Io le adoro e in Toscana vanno ancora molto quindi non ho problemi a farmene delle scorpacciate estive. Prevalentemente le succhio fino a che un piccolo buco si forma nell’angolo ed esce la crema. Altre volte le mastico duro e la faccio esplodere tra i frammenti duri, schegge di zucchero che quasi feriscono il palato. Una volta ne ho aperte a “sarcofago” due e le ho rifuse insieme per avere un surplus di Crema. La carta ora non la considero più adesso, però ho passato giornate ad immaginari mondi paralleli attraverso il rosso lacca. Ci ho fatto anche vestiti da sera alle Barbie e tentato di farne paralume.
    Queste sono le Rossana. (e guai a chi me le tocca! 🙂 )

  10. Carlotta ha detto:

    Che tristezza! Non ci credo! Ma vi ricordate le vecchie locandine delle pubblicità di Rossana? Sono qui! http://www.blablamoda.com/e-lutto-nel-mondo-dei-dolciumi-la-caramella-rossana-non-esistera-piu/

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