Nel ventre del padre.

È un ottobre strano, spero solo che non mi faccia arrivare impreparato agli alberi spogli e alla fine della stagione dei funghi.
In gioventù mi piaceva scrivere. Scrivevo di sangue e di sesso. Erano racconti violenti, pornografia pura, nessuna bellezza, non mi interessava. I bambini si incantano davanti agli escrementi di un cane, mai davanti al colore di una rosa. Io ero come loro.
Un giorno rileggendoli ho provato un fortissimo senso di nausea, una paura cretina che qualcuno li leggesse e, ancor peggio, che un mio ipotetico figlio ne venisse in possesso e allora li ho fatti tutti a pezzi e li ho buttati via.
Ero sposato da qualche anno e l’idea di avere un figlio qualche volta ha sfiorato mia moglie e anche me. Poi non sono arrivati.
È capitato che questo fatto mi rendesse triste, raramente in verità, più spesso ho pensato che fosse meglio così, un’opportunità, non certo una mancanza.
Martedì scorso ho incontrato Ruggero, in amico di qualche tempo fa. Ruggero è parecchio più giovane di me ma tra noi c’è sempre stata una profonda sintonia. Ruggero è un bel nome e gli si addice. Capelli biondi, carnagione chiara, occhi azzurri beffardi, pizzetto biondo attorno a una bocca che fa uscire una voce metallica inaspettata. Me lo sono sempre immaginato con una divisa da ufficiale dell’ottocento alle prese con qualche gonna e sottogonna della donzella perbene del momento. Abbiamo condiviso la passione della parola e del silenzio diverse volte. Qualche anno fa abbiamo avuto un momento di rottura per via di una donna. Lei stava con entrambi, la differenza è che lui sapeva di me, io non ero a conoscenza che la signora si intrattenesse anche con lui. Per fortuna gli uomini rimediano in fretta a questo genere di cose.
Il nostro non ê stato un incontro casuale, mi ha scritto qualche giorno prima chiedendomi di vedermi. Doveva dirmi che a breve diventerà padre. Io non sono padre, l’unica esperienza che ho è quella legata al mio di padre. Sarà una femmina. Ho pensato che nemmeno di femmine so nulla.


C. 🙂

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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15 risposte a Nel ventre del padre.

  1. giuliagunda ha detto:

    Trovo meraviglioso il titolo, mi colpisce ancora più del racconto (che già di per sé è molto bello).
    Sei bravissima.

    G.

  2. rodixidor ha detto:

    Finalmente una virtù maschile : “Per fortuna gli uomini rimediano in fretta a questo genere di cose.” Bravo Paolo 🙂

  3. newwhitebear ha detto:

    Piacevole da leggere, ironico come la battuta della voce narrante che afferma che gli uomini fanno presto a ricomporre le fratture, Un pizzico d’invidia perché l’amico diventerà padre.
    ‘Ho pensato che nemmeno di femmine so nulla.’ formidabile chiusura

  4. graziaballe ha detto:

    A me non fa smattare, anzi, mi rilassa sapere che se voglio semplificare qlcs che pertiene alle sfere affettive è meglio sentire il parere di un amico maschio… 🙂

  5. Nexus ha detto:

    Tranne qualche eccezione smattano tutte e il racconto è di una crudeltà terribile. Molto bello…chissà se ti rappresenta veramente o è solo una parte del discorso di te. Ti cito: “vorrei poterne ridere”

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