Le strade le case

Treviso, piazza Borsa.
Ore 18.58 (sempre che abbia cambiato bene l’ora) ora solare.
Mercoledì 29 ottobre. Segno zodiacale scorpione.
Tempo buono (anche se non vedo stelle).
Freddo (ma io ho sempre freddo).
Sono qua in questa piazza di questa città che un tempo è stata un po’ mia.
Io con le piazze ho poca dimestichezza, soprattutto se sono tonde. Credo che dipenda dal fatto che sono nata in un posto che ha una piazza che più che una piazza è una strada, una via.
Io preferisco le strade, adoro i corsi, i viali mi intimidiscono ma non mi dispiacciono.
Da bambina abitavo vicino a Corso del Popolo. Confesso di aver provato un certo orgoglio, un senso di grandezza, quasi come se abitare vicino a Corso del Popolo mi elevasse e mi facesse partecipare, e di diritto vincere, una lotta di classe che nella mia mente vedeva il popolo da un lato ma non sapevo bene chi dall’altro.
Ora sono qui in questa piazza che ha un nome che, forse, rappresenta proprio quell’altra parte.
Potrei farmi distrarre dai palazzi, i negozi, il monumento del cantante ma a me interessa la gente.
Per carità, sono una pessima persona, spesso armata di cattivi sentimenti e risentimenti, non amo la gente. La gente mi interessa, la schifo ma mi interessa. Potessi farlo passerei giornate a guardarla, ad ascoltarla. Vorrei guardarla in mutande, mentre dorme, quando lavora, litiga, pensa, cammina, guarda fuori dal finestrino dell’autobus numero 4.
E allora qua, in questa piazza, mi siedo e la osservo.
Ragazzi con bicicletta, tre parole buone e un “cazzo”.
Quella coi tacchi parla al telefono. Parla e cammina veloce, senza un cedimento.
Quello che cammina e fuma. Fuma, cammina ed esisterà ancora per qualche secondo perchè tra poco arriverà ai portici e non lo vedrò più, probabilmente mai più. Considero che se anche dovessi vederlo nuovamente sarebbe ancora una prima volta perchè di lui so solo che sa camminare e che fuma e mi sembra poco per poterlo riconoscere.
Credo che questa gente stia tornando a casa, almeno mi pare.
Se fosse venerdì non ne sarei sicura, ma è mercoledì e quindi torna a casa.
Il bar ha i tavolini fuori, quasi fosse un desiderio, una speranza, un tentativo di non cedere all’inverno.
Rassegnatevi, l’inverno arriverà, arriva sempre.

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Informazioni su menteminima

Metto i baffi così non mi riconosco.
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45 risposte a Le strade le case

  1. rO ha detto:

    Nostalgia? Gita? Incontri amorosi?

  2. Erik ha detto:

    post che mi lega in qualche modo, legami e coincidenze oscure, misteriose, forse superflue….

    la data: il mio compleanno
    il luogo: la città natale di mia nonna
    precisamente: la piazza, dove correvo da bambino…

    ricordi… arriverà l’inverno, intanto ho incontrato la primavera leggendo e viaggiando!!

  3. ehsiquasiquasi ha detto:

    E quando arriva.. A me piace stare al tavolino fuori in una piazza non qualsiasi.. Magari Lisbona.. Ma anche a Firenze.. Ma pure a Barcellona.. Vuoi mettere Parigi?.. Ecco dicevo.. Starmene lì seduta.. E osservare il mondo.. Bevendo vino..

  4. Guido Sperandio ha detto:

    YUM, YUM, bello, bello.
    Una volta tanto senza baffi. 🙂

  5. blogdibarbara ha detto:

    Balle: il bar ha i tavolini fuori perché dentro non si può fumare (mia cugina mi odia quando le spoetizzo tutto, adesso magari mi odierai anche tu)

  6. rodixidor ha detto:

    Io invece preferisco le piazze alle vie, perché sono un luogo compiuto, meta o sosta che siano in una piazza si tira un sospiro, ci si guarda attorno.

  7. newwhitebear ha detto:

    Aspetti. Forse passerrà. Ma aspetti. Tutte le città hanno vie e piazze. E treviso non fa un’eccezione. Di Treviso ho un ricordo sbiadito, datato ma non c’entra nulla con quello che hai scritto.
    Era mercoledì e quindi tornava a casa. Ma oggi è sabato ed è festivo. Coincidenze?

  8. massimolegnani ha detto:

    l’inverno arriverà sulla terra, e forse non sarà male, ma è giusto contrastare con tutti i mezzi l’inverno dell’anima, che questo ci spaventa.
    ml

  9. Nexus ha detto:

    Siamo tutti stanziali o di passaggio? Vedo la piazza da fuori se la attraversassi sarei trasparente. Pero le tue parole definiscono e segnano, la piazza resta gli individui no e questo mi rattrista.

    • menteminima ha detto:

      Già, rattrista. Quando vado all’arena di Verona penso alla quantità di culi che si sono seduti prima del mio su quel pezzo di gradinata, la maggio parte non c’è più mentre il pezzo di marmo sarà ancora là per un bel po’ di tempo.

  10. geleselibero ha detto:

    Nonostante il mio represso lato esibizionista, sapere che c’e gente che mi osserva e che vorrebbe vedermi in mutande, mentre dormo, quando lavoro, litigo, penso, cammino, guardo fuori dal finestrino dell’autobus numero 4, mi mete un po’ a disagio.

    Buona giornata, menteminima.
    Vado a preparare un pranzetto vegetariano, ma tu non potrai vedermi

  11. menteminima ha detto:

    Invitare pare brutto?

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