Pellegrinaggio sentimentale: se lo eviti non ti uccide.

Quello è il letto dove ho dormito per vent’anni.
“Se quando hai la febbre alta, ti guardi le mani e le vedi strane vuol dire che stai per morire”.
Io su quel letto sono morta almeno cinquanta volte. È capitato per colpa della febbre e delle mani, per colpa di mio fratello che mi ha messo in testa questa fesseria, per alcune malattie incurabili, per amore e suicida almeno tre volte.
Quando mio padre è morto sono andata a casa sua, che è stata anche mia. Dovevo svuotarla di ogni cosa.
Ci sono tornata dopo quasi vent’anni dall’ultima volta, poi non mi ci ha voluta più là dentro.
Da qualche anno si era trasferito nella mia camera, dormiva nel mio letto. Ha usato la mia trapunta riempita di seta, quella con i fiorellini da bambina deficienta. La seta ce l’aveva messa mia madre, l’aveva presa alla filanda dove, bambina, aveva lavorato.
Quella è la camera più fresca della casa. Ha un terrazzino sempre in ombra perfetto per tenerci i ciclamini, quelli veri, quelli del bosco, quelli che rubavi le patate che adesso non si può più fare. Ai piedi del letto c’è la scrivania, quella dove non ho studiato per parecchi anni. Dietro la porta c’è ancora incollato il manifesto di uno spettacolo teatrale che quel cretino di mio fratello aveva attaccato con la colla perché c’era scritto il suo nome. Lo aveva incollato per far arrabbiare me, ma soprattutto mia madre.
Per arrivare alla camera ho attraversato il corridoio. Al soffitto i soliti due lampadari, centinaia di gocce di vetro da pulire. Ho trascorso pomeriggi interi sdraiata sul pavimento di quel corridoio a guardare il soffitto. D’estate era fresco, d’inverno caldo ma solo in alcune zone che conoscevo bene per via dei tubi d’acqua bollente che vi scorrevano dentro.
Incrocio lo sguardo con quello della donna appesa al muro. È disegnata con penna e vino rosso. Io e mio fratello sappiamo che porta sfortuna, l’abbiamo sempre saputo.
Prima della porta della camera c’è un mobiletto basso, di legno. Ho voglia di spostarlo per ritrovare la solita polvere, sì perché mai una sorpresa là sotto, solo polvere.
Ora avrei voglia di smontare i mobili della cucina perché là sotto si possono trovare tesori insperati, magari un appunto di mia madre, una lista della spesa, cento lire.

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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41 risposte a Pellegrinaggio sentimentale: se lo eviti non ti uccide.

  1. rodixidor ha detto:

    Le case si impregnano della nostra vita, l’infanzia poi è il migliore impregnante, non riuscirei mai a vivere nella casa in cui son vissuto, troppi tesori nascosti. Molto bella la canzone che non conoscevo, sul post non mi va di spendere complimenti, sarà che abbiamo una litigata da recuperare. 🙂

  2. rO ha detto:

    Questa mi ricorda tanto quando ero ragazzina. Le patate dei ciclamini.

  3. ehsiquasiquasi ha detto:

    Un sogno inespresso..

  4. tramedipensieri ha detto:

    Mi è venuta in mente la casa di mia nonna.
    Era una miniera di stanze….e la soffitta il mio luogo preferito! Toccavo le travi di legno con la testa, anzi ci sbattevo proprio…
    Montagne di giornali; i suoi attrezzi per tessere al telaio, il vecchio macinino…il tempo trascorso lì era davvero prezioso. Prezioso isolamento…scoperta continua 🙂

    E il camino grandissimo a lato della cucina…ed io piccola mi ci infilavo dentro e seduta con una sgabello osservavo il fuoco per ore…mia nonna mi sgridava aveva paura mi bruciassi….

    che ricordi ragazzi! Quella casa raccontava, raccontava tante storie, vite….

  5. gelsobianco ha detto:

    Bang Bang Bang Boom Boom Boom
    Sai che sei incredibilmente brava, mm?
    Bang Bang Bang Boom Boom Boom
    Anche il titolo è perfetto!
    Bang Bang Bang Boom Boom Boom
    Complimenti veri!
    Bang Bang Bang Boom Boom Boom

    ◕‿◕
    gb

  6. massimolegnani ha detto:

    tenerissima con questi ricordi passati al setaccio con cautela, che sono piccole bombe che ti potrebbero scoppiare in mano.
    ml

  7. ladyviolet83 ha detto:

    Che bella questa visione che ci hai offerto, sulla casa dove sei cresciuta, delle sensazioni e i ricordi stipati in ogni angolo…
    Le case assorbono l’essenza delle persone e di ciò che è stato…

    Buona giornata!

  8. Claire ha detto:

    Meravigliosi ricordi tornati a galla 🙂

  9. newwhitebear ha detto:

    Sembra che dopo vent’anni tutto sia rimasto immobile, compreso il disegno con penna e vino.
    Io ci guarderei dietro i mobili in cucina. Forse troverai quello che hai pensato.

  10. ludmillarte ha detto:

    conosco quel desiderio di trovare ancora qualcosa sotto i mobili o altrove. ti abbraccio

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