Tachipirina.

“Non sono stata io a strisciare la macchina, è stato il freno della bicicletta.”
Difesa un po’ scarsa senza dubbio, ma altro non sapevo dire, era la pura verità. Facevo la gincana tra le auto dei clienti parcheggiate nel cortile dell’albergo, la bici era troppo grande per me, avrebbero dovuto comprarmene una.
Mi avevano portata in quel posto, in quella campagna troppo distante dalle colline e troppo distante dal mare, inutile.
Avevo lasciato le mie amiche, la mia scuola, la mia maestra.
Ora ero in seconda, era il 1970 e il maestro mi sgridava perchè macchiavo le pagine con l’inchiostro del pennino. Io, col pennino ed il calamaio, come mia nonna.
Lui l’ho sempre chiamato Renzo anche se Manzoni non l’avevo mai sentito nominare. Non ricordo proprio come si chiamasse. Era il figlio di un cliente del nostro albergo, un po’ più grande di me. Siamo stati nascosti in una stanza vuota, sotto il letto per ore. Erano tutti preoccupati, ma non ho mai capito il vero significato di quella preoccupazione, sembrava non fosse solo la paura che fossimo scappati, che ci fossimo messi nei guai, persi.
In quel posto avevo portato con me alcuni giochi, Lucilla con gli occhi conficcati nel cranio di plastica per merito di mio fratello, la casetta delle bambole e i Gigi: due orsetti scalcagnati e inseparabili.
È durata poco per fortuna, meno di un anno e sono tornata a casa.
Ho fatto il diavolo a quattro per tornare nella mia vecchia classe con le mie amiche e la mia maestra. Dissero che non c’era più posto perchè erano arrivate alcune nuove alunne. In verità della mia vecchia classe mi importava poco, non volevo finire nell’altra classe, quella mista.
È di nuovo estate e mio papà ci porta al mare, ci porta al Lido. Andiamo a piedi fino a San Marco e da là la motonave. Ci andiamo di lunedì perchè è il suo giorno libero. Io ho un costume intero rosso con le spalline a scacchi rossi e neri.
La mamma non viene, resta a casa, lei non ama il mare. Il Lido è un posto strano ma bello. Il mare era trasparente e pieno di granchi. Noi facciamo ogni volta una passeggiata, fino all’Excelsior e poi torniamo. La doccia è la più gelida delle trevenezie ma ê meglio farla. Sulla strada del ritorno il gelato e poi di nuovo la motonave piena di gente, le spalle che bruciano e ancora un po’ di sabbia nelle mutande.
A casa il bagno caldo e la pasta e fagioli, calda. Ogni volta dopo una giornata in spiaggia al Lido, ogni volta. Mia mamma se n’è andata senza spiegarmi il perché.

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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28 risposte a Tachipirina.

  1. ehsiquasiquasi ha detto:

    A casa la doccia fredda e le bruschette ogni volta… ( sono abitudini.. Credo)

  2. Erik ha detto:

    io penso che certe cose non si possono spiegare, a volte rimproverare le persone per non averlo fatto è rimproverarle per qualcosa che non era nelle loro capacità.. forse sembra stupido, forse assurdo, ma penso che in qualche caso la vita o la realtà vada accettata così com’è….

    • menteminima ha detto:

      Ormai sono grande, vecchia sarebbe più appropriato. Ti assicuro che ogni “imputazione” nei confronti di mia madre ha ceduto il posto a un sentimento di comprensione, di nostalgia e di affetto.
      Quello che volevo dire è che è morta troppo presto, ne avrei avuto ancora bisogno.

      • Erik ha detto:

        Solo per precisare che il mio commento era in realtà una riflessione adattata alla mia esperienza di vita, nel senso che non conoscendo la tua storia, la tua vita, tua madre non volevo permettermi di commentare indirizzando… inevitabilmente però leggendo hai indirizzato i miei pensieri, e il mio commento è ciò che ne è scaturito…
        questo solo per precisare che non voleva esser nulla di più di quel che è uscito dalla mia testa leggendoti… non una critica, non un giudizio, una mera riflessione a voce alta, sull’argomento generale…. non mi permetterei nulla di più…

        che poi sulla parte finale, io sono convinto che quel bisogno lei può in parte colmarlo dentro di te, perchè li di lei conservi tutto… ma questo è un altro discorso, questa è un altra mia pura convinzione..

      • menteminima ha detto:

        Oh, non ho affatto pensato che la tua fosse una critica, al contrario una riflessione. Ti ringrazio.

      • Erik ha detto:

        Ah ok, volevo solo esser sicuro di aver reso il senso del mio pensiero… 🙂 sono io a ringraziare te!!!
        perchè quello che esce dal post e dai commenti è qualcosa di importante che è bello ricordare..

        ridona valore alle nostre esistenze secondo me..

      • menteminima ha detto:

        Ultimamente amo scrivere della mia infanzia. Forse serve. Grazie per i tuoi commenti.

      • Erik ha detto:

        Io per ora la temo ancora troppo, quindi non so dirti il mio parere su dati di fatto…

        se mi escludo però.. penso serva sicuramente… perchè ciò che siamo lo dobbiamo in gran parte a quella fase… maybe…

      • menteminima ha detto:

        Lo capisco sai, arriverà il momento 🙂

      • Erik ha detto:

        lo so… lo so… la penso così anch’io…

  3. newwhitebear ha detto:

    Una lettura di estati lontane il giorno del solstizio d’inverno fa sorridere ma fa sorridere anche il modo garbato e dolce con il quale ci hai deliziato col tuo post.
    Pasta e fagioli d’estate può apparire un controsenso ma gustato freddo con un goccio d’olio d’oliva e qualche tocco di pane raffermo può andare benissimo.
    Tu hai perso tua madre presto, Io mio padre. Non intendo dire mal comune ma sottolineare che quando si perde troppo presto una figura di riferimento, il vuoto resta.

  4. rodixidor ha detto:

    Molto bella questa cavalcata di ricordi. Nel 1970 le Bic erano già state inventate anche se nei banchi di scuola era rimasto l’alloggio del calamaio che però avevamo visto solo raffigurato sull’abecedario 🙂

  5. gelsobianco ha detto:

    Resta profondo il vuoto quando una figura importante viene a mancare troppo presto.

    Deliziosa mm, vai controcorrente con i tuoi ricordi d’ estate al solstizio d’inverno! 😉
    E come sai far giungere tutto! 🙂

    Lascio qui i miei auguri più veri e colmi di Natale per te, cara.
    Ti abbraccio
    gb

  6. ludmillarte ha detto:

    quando riesco a venirti a trovare, trovo spesso gamme di emozioni più varie

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