Saluti da Napoli.

Seduto sul divano di pelle nera guardi e sorridi. Un sorriso di ordinanza, quello giusto per le foto.
Non è il tuo sguardo, il tuo volto a lasciarmi senza fiato, è la tua forma. Un corpo seduto, gambe accavallate. Un corpo longilineo e solido.
Non credo di essere in grado di descrivere il tuo corpo, la sua forma. Posso tentare di descriverlo solo come volume che si muove nello spazio, nello spazio fisico, nello spazio del mio corpo e in quello del mio cuore.
Posso descrivere le tue mani mentre si muovono su di me, dentro di me, mentre scrivono. Nella foto sono mollemente abbandonate.
Ma sono le tue gambe e i tuoi fianchi a tentarmi ogni momento. Vedo la tua falcata, il poggiare del tuo piede scalzo magro e liscio sul pavimento di legno. Vedo e sento i tuoi fianchi contro i miei o come nella foto fermi nell’attimo dello scatto che vorrei aver fatto io. E poi la tua bocca dolce, vorace e meravigliosa. Vorrei entrare in quella foto e invitarti a ballare. Balla con me.

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Informazioni su menteminima

Metto i baffi così non mi riconosco.
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21 risposte a Saluti da Napoli.

  1. vagoneidiota ha detto:

    Leggerti fa tremare le righe.
    ‘Til The Cops Come Knockin’ – maxwell

  2. tramedipensieri ha detto:

    A volte la bellezza di un corpo maschile è proprio …..come dire….accattivante?

    • menteminima ha detto:

      Accattivante … non avevo mai pensato a questa parola.
      Giulio Mozzi su Vibrisse ha raccolto post sul tema del corpo maschile.
      Credo che ne scriverò anche io, è un tema … accattivante 🙂

  3. newwhitebear ha detto:

    Ma la foto non c’è. E va bene, Rispettiamo la privacy.
    Senza dubbio osservando quella fotografia si sono scatenati gli ormoni (dei ricordi) 🙂
    Doveva (o lo è ancora?) essere molto coinvolgente per averti indotto a scrivere questo post.

  4. massimolegnani ha detto:

    una visione soggettiva per interposta persona. Voglio dire non sei tu (tu voce narrante) ad aver scattato la foto, ma sei tu a vederne la concretezza in chiave assolutamente personale (“Non credo di essere in grado di descrivere il tuo corpo…posso tentare di descriverlo solo come volume…nello spazio del mio corpo” è la frase chiave a cui sono rimasto agganciato come un pesce all’amo)
    ml

  5. ehsiquasiquasi ha detto:

    Le ginocchia in simbiosi perfetta accanto ai fianchi.. Da una foto descritta possono evocarsi numerosi flash..

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