Viaggio al termine delle note.

– Signora dovreste alzarvi, mi preoccupate.
– Vattene, ho mal di testa e ad ascoltar meglio, la testa non è l’unica cosa che mi duole.
– È mai possibile che siate così apatica, nulla che vi interessi, che vi sorprenda, nemmeno un amante da far impazzire?
– Mia cara è ormai da tempo che i cavalieri mi sono venuti a noia, principi e re li lascio a voi sguattere. Lasciami in pace, vattene.
– Sono tre giorni che non vi alzate da quel letto, non vi lascerò così, in questo stato, fatevi almeno pettinare i capelli.
– No, vattene.
– Suvvia, non fate la bambina capricciosa, non con me. Dovreste lasciare i vostri capricci a qualche nobile di primo pelo.
– Dovrei prenderti a schiaffi, da quando ti permetti di parlarmi in questo modo?
– Lo faccio per il vostro bene. Ecco, sedetevi, avete dei capelli meravigliosi. Lasciatemi fare, con questa spazzola e questo olio li renderò ancora più lucidi. Siete bellissima. La vostra pelle è seta e le vostre labbra sono perfette, su, sorridete!
– Smettila, stupida. Spazzola e taci.
– Siete nervosa, ma io ho trovato il modo di farvi rilassare.
– Non ricominciare con quella storia dei profumi miracolosi, ho già mal di testa, e smettila di tirarmi i capelli, li devi spazzolare non strapparmeli dalla testa.
– No, signora, non parlo di profumi. Ho pensato che a voi e ai vostri nervi farebbe bene la musica.
– Non esco di casa, scordatelo!
– Ma non dovete uscire. Ho chiamato un musico, in città non si parla di altro. Sembra che abbia il dono di suonare la musica che sta dentro il cuore di chi l’ascolta, di coglierne i desideri e di sollevare l’umore più tetro. Le sue dita sono magiche. Si dice le faccia scorrere leggere sul clavicembalo, lo sfiora ed è come se sfiorasse l’anima di chi ascolta, la accarezzasse.
Sarà qui tra poco, il clavicembalo è già pronto nel salotto grande, di fronte il vostro divano preferito. Non avete che da farvi vestire e accompagnare di là.
Vi prego signora, fidatevi, lo sapete che vi voglio bene e vedervi così mi fa male.
– Sia! Ora smettila con quella spazzola e portami uno specchio.

– E allora signora, com’è andata? È vero quel che si dice di lui?
Scusate se mi permetto, ma è un bellissimo giovane. E quei capelli rossi, un angelo!
– Tu parli troppo.
È stato terribile, sei una strega, mi sono fidata di te e ora sono rovinata, vinta, sono morta e non potrò più vivere, nulla sarà più uguale.
Tu lo sapevi, cagna, hai voluto farmi cadere in questo tranello, ti odio.
– Ma che cosa dite signora? Perché mi accusate, io voglio solo la vostra felicità.
– Tu sapevi che cosa sarebbe stato. Tutto, ogni pensiero, ogni frammento della mia pelle è stato soggiogato da quella melodia, Ero nuda, spogliata di ogni ritegno, di ogni buon gusto. Quella musica, la mia musica è stata l’amante più feroce che io abbia mai avuto, niente e nessuno mi ha mai posseduta in quel modo. Io ho perso ogni controllo, ogni potere, ora sono vittima, schiava impotente del mio stesso desiderio.

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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25 risposte a Viaggio al termine delle note.

  1. rO ha detto:

    Come mi è piaciuta questa storia!

  2. avvocatolo ha detto:

    Strawow….la musica alla fine è la ciliegina. Il titolo all’inizio il trappolone! (adoro Cèline, SALLO!).

  3. Geko Tuttendorf ha detto:

    Il numero della cameriera?

  4. tiols ha detto:

    Non mi vengono in mente complimentoni ricamati da dire. Sarà che mi ha proprio colpito a tal punto da stordirmi. Bravà!

  5. Moralia in lob ha detto:

    Mi associo. Gran post

  6. rodixidor ha detto:

    Bella questa storia resa in maniera vivace grazie al dialogo serrato e la scelta musicale. Poi ha la virtù di finire bene a differenza del deprimente Celine (mi assumo la responsabilità di quello che dico).

  7. newwhitebear ha detto:

    La musica stordisce gli animi e quella di Scarlatti è sublime. Musica antica da suonare sul cavicembalo. E così la passione si è riaccesa.

  8. massimolegnani ha detto:

    veniamo annientati dal nostro stesso sentire (musica e altro)
    ml

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