Vent’anni

Mi innamoro ogni vent’anni.

La prima volta  fu di un bambino poco più grande di me, io avevo sette anni. Credo si chiamasse Renzo, ma probabilmente ho deciso io di chiamarlo così. Speravo di incontrarlo per strada e capitava spesso che lo incontrassi, ma solo dopo aver sperato fortemente. Aveva i capelli biondi, tagliati a caschetto. Aveva la bocca larga, era alto, più di me, ma meno di mio fratello che aveva capito tutto e mi prendeva in giro. Credo che non si fosse mai nemmeno accorto della mia esistenza, io lo sapevo, ma non davo importanza. Il mio era amore e questa accettazione lo rendeva ancora più vero.

La seconda vent’anni dopo. Aveva i capelli lunghi e nell’auto un coprivolante di pelo arancione che aveva comprato a Monaco  dopo aver bevuto qualche birra di troppo. Mi chiese di sposarlo. Avrebbe potuto chiedermi qualsiasi cosa, avrei risposto sempre sì. Dopo due anni nacque Alberto e il mio amore per lui divenne ancora piú grande. Pensavo che sarebbe durato per sempre, ma la parola amore ed eterno non appartengono a questo mondo.

Arrivò dopo altri vent’anni. Fu travolgente e violento. Mi amava e me lo ripeteva sempre. Scriveva canzoni, tutte per me, tutte per il nostro amore. Ci tatuammo. Scegliemmo di fissare sulla pelle i nostri nomi. Passavamo intere giornate a parlare a rivelarci il nostro cuore. Ci baciavamo per ore, ma null’altro conobbi del suo corpo che non fosse la bocca, qualche volta amara. Tra noi è finita da qualche anno.

Aspetto il 2028 e vi dirò.

 

 

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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17 risposte a Vent’anni

  1. intorno ha detto:

    come passa il tempo. e meno male che non ci son più le mezze stagioni.

  2. lucilontane ha detto:

    LA LUCE CHE VIENE

    Perfino così tardi avviene:
    l’amore che arriva, la luce che viene.
    Ti svegli e le candele si sono accese forse da sé,
    le stelle accorrono, i sogni entrano a fiotti nel cuscino,
    sprigionano caldi bouquet d’aria.
    Perfino così tardi gli ossi del corpo splendono
    e la polvere del domani s’incendia in respiro.

    da The Late Hour (1978) Mark Strand

  3. tramedipensieri ha detto:

    A scadenza fissa proprio eh…

  4. LaLetteraVi ha detto:

    magari ti sorprende prima del tempo, chissà 🙂

  5. rodixidor ha detto:

    Magari ripassa Renzo, però occorrerebbe tu ti chiamassi Lucia.

  6. newwhitebear ha detto:

    Allora al 2028 per raccontarci cosa è successo.. Evidentemente il 7 è il tuo numero.
    Ben tornata e speriamo che non sparisci fino al 2028.
    Sereno fine settimana

  7. gelovit ha detto:

    ci sarà tempo…
    ma vent’anni sono troppi, ti auguro che avvenga molto prima.
    Sarà dolce e inaspettato.

  8. kovalski ha detto:

    2028?! stica.
    beh, speriamo che almeno nel frattempo sia del gran bel sesso
    ;-D

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