Modo indicativo

Mi chiamava Love perchè la parola amore è troppo impegnativa. Mi regalava libri,  null’altro che libri, solo parole, di altri. I libri che scriveva invece non me li regalava e comunque, li avessi letti, non vi avrei trovato una sola parola per me. È difficile non avere  altro che parole in comodato d’uso. Io per lui ne ho spese moltissime, ne ho chieste in prestito, ne ho rubate e ne ho coniate. Ne ho ricamate, incise, scolpite, scritte, urlate e piante. Non ne ha ascoltata nemmeno una, o forse sì. Quel che è certo è che non ha mai capito nulla. Ci sono uomini incapaci di ogni minima forma di amore. Cuori di pietra, duri, gelidi, amari. Lui era così e io lo amavo. Amavo: tempo imperfetto.

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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17 risposte a Modo indicativo

  1. rodixidor ha detto:

    Lo amai, è il tempo perfetto.

  2. newwhitebear ha detto:

    No, Rodixidor. Amavo è il tempo giusto un amore che è finito ma è durato nel tempo.
    Allora sei a debito di parole, visto che ne hai chiesto in prestito.

  3. intorno ha detto:

    la perfezione non è di questo mondo, ti devi accontentare di imperfetti, indicativi.

  4. kovalski ha detto:

    non so se è questo il caso, ma certi amori esistonoi solo con il senno di poi…

  5. L. ha detto:

    No lo ama più?

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