Fine luglio

Quello era il giorno giusto per morire. I segni c’erano tutti.
Aveva aperto gli occhi dopo una notte incapace di farle dimenticare il male e il male si era fatto subito riconoscere. L’orologio del telefono segnava le sei zero quattro, ma nessun segno di alba in vista. Sembrava che il giorno non volesse arrivare consapevole della sua inutilità. In cimitero avrebbe avuto il suo momento di gloria, avrebbero attaccato alla lapide quel trentuno luglio 2016 accanto alla data di nascita. Chissà se qualche sconosciuto avrebbe fatto passando davanti la tomba la differenza tra quelle date, il calcolo per vedere l’età di quello che ormai era solo un cadavere dentro una cassa sotto un cumulo di terra.
Si alzò e decise che valeva la pena preparare il caffè e fare almeno una colazione leggera. Mangiò in fretta come se dovesse scappare al lavoro. Quello che la aspettava invece era il divano del soggiorno, quello nero, vecchio ma comodo.
Faceva caldo anche se fuori c’era un gran vento che strapazzava le canne del giardino della casa davanti. Le vedeva e ne sentiva il fruscio. Poteva vedere il vento con gli occhi e sentire i suoi effetti con le orecchie, ma nulla arrivava alla sua pelle.
Sì, era la giornata giusta.
Le venne in mente la storia che le aveva raccontato Giuseppe che era un gran dispensatore di consigli solitamente sbagliati. Un giorno un suo amico gli chiese quale fosse secondo lui il miglior modo per suicidarsi, quello che garantiva il risultato. Giuseppe rispose che senza dubbio se avesse deciso di farla finita si sarebbe legato una gran pietra al collo e si sarebbe buttato dal ponte dentro il fiume.
Il giorno dopo l’amico poté dimostrare l’efficacia del metodo suggerito da Giuseppe.
Anche lei doveva farla finita, ma là, sdraiata sul divano nero in balìa dell’afa le pareva troppo faticoso uscire, cercare la corda, la grossa pietra e il ponte sul fiume.
Decise allora di ricominciare a fumare scegliendo così un metodo per morire altrettanto sicuro ma meno faticoso.

 

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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13 risposte a Fine luglio

  1. gelovit ha detto:

    Ma proprio il 31 di luglio… si muore già di caldo.
    Il “male oscuro” non si combatte col fumo di sigaretta allora meglio l’alcol etilico, le coccole, anche lo scrivere è catartico. Un abbraccione.

  2. intorno ha detto:

    morire senza soffrire è meglio.
    (fumare non è faticoso ma il tumore ai polmoni ci mette mesi a fare il suo lavoro)

  3. newwhitebear ha detto:

    La morte? può aspettare. Perché? Tanto lei non si scorda di noi.
    Sì, è meno faticoso fumare che col caldo del 31 luglio trascinarsi appresso una grossa pietra.

  4. rodixidor ha detto:

    Meglio rimandare a ferragosto 🙂

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