In contro.

Quella mattina la rivide. Era passato un bel po’ di tempo, non avrebbe saputo dire quanto. Era invecchiata e questo era normale. Anormali erano invece le rughe che le solcavano il volto. Correvano verticalmente, parallele, su entrambe le guance. Si potrebbe dire che sulla guancia destra le correva un fascio di rette parallele.
Lo sguardo le si fermò su quella guancia per troppo tempo, se ne rese conto che era ormai tardi.
“Sono invecchiata, lo so. Tu invece sei ingrassata parecchio. Che ti è successo? Sembra che ti abbiano gonfiato come un palloncino. Stai bene? Prendi cortisone?
Era la solita stronza. Mai una parola buona. Solo parole che arrivano dritte proprio dove c’è qualcosa che fa male.
Era stata sposata per parecchi anni con un ginecologo. Il matrimonio con un ginecologo potrebbe sembrare una cosa complessa e la gente non perdeva occasione di farle notare dove molto probabilmente si trovavano in quel preciso istante le mani di suo marito o che cosa stesse osservando con interesse. Lei per nulla turbata, rispondeva che preferiva di gran lunga avere un marito ginecologo piuttosto che un marito dentista perché la bocca della gente è di gran lunga più ripugnate di una qualsiasi fica. E l’idea delle mani di suo marito dentro certe fauci bavose che spesso le capitava di vedere l’avrebbe infastidita di più che il saperle dentro la più spelacchiata delle fiche.
Quando il matrimonio finì riuscì a spillargli un sacco di quattrini in cambio del silenzio su più di qualche lavoretto riparatore che aveva fatto privatamente e senza farne alcuna menzione al fisco.
Era una donna quadrata, sapeva incassare qualsiasi colpo e colpire come il più esperto dei cecchini. Litigare e trarre vantaggi dai conflitti era la sua specialità, forse perché non aveva alcuna paura di morire.
Nessuno mai avrebbe potuto intuire che erano madre e figlia. Nessuna somiglianza, nessun punto in comune, due pianeti di due sistemi solari differenti.
Non la odiava, certo non aveva ancora digerito completamente l’abbandono, evitava semplicemente di ricordare il fatto
Incontrarla in quel modo inaspettato le fece girare la testa.
“Che hai? Ti senti male? Non svenire ti prego, chi vuoi che riesca a tirarti su con quel culo.”

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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5 risposte a In contro.

  1. rodixidor ha detto:

    L’amore materno non si smentisce mai. 🙂 Bello tu abbia ripreso a scrivere.

  2. tramedipensieri ha detto:

    Per fortuna l’amore (materno) non ha solo quella modalità…

  3. newwhitebear ha detto:

    mi è piaciuto questo racconto amaro e cattivo, perché le frecciate tra madre e figlia sono veramente pungenti e fanno male.
    Una madre cinica, niente da dire. Una figlia infelice, niente da dire.

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