L’origine della fortuna

Quand’era piccola sua madre e suo padre la portarono anche dallo psicologo perché si rifiutava di fare la cacca. La teneva per giorni e giorni finché il mal di pancia non diventava insopportabile. “Vuole tenere tutto per sé” disse lo psicologo. “Non vuole lasciare andar via nulla, tutto le appartiene.”
Un corpo contenitore, un corpo vaso, pentola, bicchiere, scatolone, valigia, cassettiera. Un corpo mondo da nutrire con ogni tipo di cibo liquido e solido, con ogni tipo di esperienza liquida e solida, con ogni tipo di pensiero liquido e solido. Un corpo unitario, carne e spirito, un corpo dio. Un dio da odiare, spesso da bestemmiare.
L’aumento di peso non fu velocissimo, ma fu inesorabile. Grammo dopo grammo, etto dopo etto, chilo dopo chilo. Lievitava. A un certo punto la rotondità della pancia cominciò a nasconderle dalla vista i peli del pube, quell’origine che non aveva originato proprio nulla se non qualche pallida contrazione di piacere.
Col passare del tempo non riuscì a vedersi neppure le punte dei piedi. Questa però rappresentava una vera e propria fortuna.

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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27 risposte a L’origine della fortuna

  1. edp ha detto:

    Tu devi mollare tutto e scrivere. E anche venire a cena con me martedì.

  2. tramedipensieri ha detto:

    Non vederne la fine….conoscerne l’inizio per dimenticarlo

  3. newwhitebear ha detto:

    il pallone troppo gonfio esplode.

  4. TADS ha detto:

    in effetti la prima cosa che viene in mente leggendo il post sono proprio le concezioni freudiane, a parte questo… sarà che con la vecchiaia rincoglionisco ma non ho colto la metafora del post, l’autodistruzione gratifica la mente???

  5. massimolegnani ha detto:

    c’è un’autoconsolazione in questa pienezza perseguitaostinatamente.
    ml
    (bello tornare a leggerti)

  6. gelsobianco ha detto:

    come è bello poterti leggere ancora, mm.
    mi chiedo se i genitori poi abbiano ancora fatto visitare la figlia dallo stesso pediatra…
    e lascio Freud in disparte.
    un abbraccio, mia cara
    gb

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