La nutrice.

Io sono come l’albero, mi faccio il cibo da me. Mi cibo di storie un po’ vere un po’ finte, di parole inventate o che ho immaginato di sentire.
Mi sono nutrita senza metterci tutto l’amore necessario e son cresciuta storta, un po’ grossa, un po’ sottile, delicata e pallida. Ho coltivato nelle occhiaie sguardi evitati o incerti e nelle orecchie, troppo distanti dalla testa, suoni ovattati come dal fondo del mare, come il canto delle balene.
Ho assaggiato di tutto, il dolce e l’amaro, il buono e il disgustoso. Ho scritto ogni cosa in un taccuino che non ho mai riletto. Ho una memoria assassina che cresce sulle dimenticanze di chi mi sta accanto e non sa nulla.
La donna qua davanti la sa lunga, sta seduta sulla sua poltrona e sembra fumi mentre mi dice che sono fortunata perché sono stata tanto amata.
“Che strano.” dico. “Non me l’hanno detto mai.”

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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20 risposte a La nutrice.

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Ma sì che te l’hanno detto, s’è sentito fin qua!
    (Bella l’immagine!)

  2. labloggastorie ha detto:

    È uno di quei post in cui ho il pudore di commentare perché forse è una storia vera o forse è una storia inventata con in mezzo una verità importante, allora lascio un pensiero che si puo’ leggere in una chiave generale e che mi torna a volte in mente e cioè che l’amare non ha bisogno di “nutrirsi” di parole ma le parole d’amore hanno “un peso” quando ne abbiamo bisogno.
    E ti lascio anche un abbraccio.

  3. tramedipensieri ha detto:

    L’amore credo che si senta .questo mi dice la bambina che mi sta davanti.

    (Chapeau! Quanto mi piace come scrivi!)

  4. lucilontane ha detto:

    È necessario invece sentirselo “dire”. E se non te lo dicono non è amore. Punto.

    • menteminima ha detto:

      Simone Regazzoni sostiene che la dichiarazione è l’opposto della seduzione.
      Io la vedo come te, ma senza una totale convinzione. Ciao

      • lucilontane ha detto:

        Non so chi sia Simone Regazzoni. E qui il problema non é la seduzione, mi pare… anche con riserva, ma resto convinta che dichiarare sia necessario.

      • menteminima ha detto:

        Ho letto su una rivista del suo libro.
        Io condivido il tuo punto di vista, ma temo che non sia proprio così. Banalizzando si possono dichiarare cose sull’onda di un’emozione oppure omettere per paura o per incapacità di esprimere.
        Sono molto confusa e questo invece mi pare chiaro. 🙂

  5. intorno ha detto:

    Amata a tua insaputa

  6. Paolo ha detto:

    Brano stupendo. Complimenti.
    Un ritratto (forse inizio a leggerti, ma non è questo il punto) che colpisce e affascina. E’ un quadro d’arte moderna, surreale ma non lontano dal vero, come un Magritte. Affatto. Per questo è avvincente. Contiene lo scarto che nella visione fa la differenza. Dà accesso alla rivelazione, all’intuizione, alla meraviglia. Bello, molto. Da assaporare. Ha ragione chi apprezza e loda il tuo modo di scrivere. Affatto lineare, accessibile per chiavi, a più livelli, a tratti ermetico. Sarà pure confusa l’idea, il sentire genitore, ma il frutto è Bello. Il contenuto, tutto da elaborare o da attraversare, da vivere. E basta.

  7. EnzoRasi ha detto:

    Una memoria assassina ( cresciuta sulle dimenticanze altrui – CIT) unita ad un minimo di cultura la possiede anch’io. Uccide.

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