Trovato nella posta

Ieri il funerale di Amedeo. La chiesa era piena. Parenti e amici, reduci, il tricolore, il berretto da paracadutista sulla bara, due preti rigidi a celebrare senza un minimo di partecipazione – morire a novantacinque anni non è poi un fatto così tragico – due giovani paracadutisti mandati a leggere la preghiera fascista del Corpo, dalla Toscana, a testimoniare un senso della vita, quasi superiore, di chi tra il bianco della tela e l’azzurro del cielo offre la vita alla Patria e a testimoniare che Amedeo era uno di loro, tra i più vecchi di loro.
Io sono riuscita ad arrivare in ritardo inciampata nel solito buco che inghiotte e fa sparire ogni volta un po’ del mio tempo.
Amedeo ha avuto due mogli. La seconda era mia zia, la prima è morta a quarant’anni. La bara non è andata sotto terra come a me sembrerebbe naturale, ma in un loculo, acquistato per tempo proprio accanto alla prima moglie. La seconda, mia zia, più sotto, più a sinistra.
Eravamo tutti vecchi, meno Nicola, figlio di mia cugina. Eravamo tutti più vicini a quella bara che a quello sguardo un po’ smarrito di chi ha la vita davanti ma non sa dove guardare.
E poi le carte, il notaio, l’eredità, i parenti diretti che bisogna contattare, la collanina e l’anello di fidanzamento della zia e Hanna, la badante che “Si comporta come fosse la moglie” dice una, che non sa che Amedeo le aveva chiesto di sposarlo. E poi proprio Hanna distrutta, preoccupata per il futuro che però ha in mano un foglio di un’agenda: “Io Amedeo  Solesin lascio tutto ad Hanna e a Roberto” . “Decidi tu Roberto cosa è giusto fare”.
Amedeo non aveva figli io ne ho due. Lui ha compiuto il suo dovere di uomo e di paracadutista. Dell’uomo è rimasta roba inutile e qualche quattrino, del paradutista un cappello rosso. Di me resteranno i miei figli che potranno continuare a lasciare figli, cose inutili e quattrini e berretti da paracadutista.

 

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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13 risposte a Trovato nella posta

  1. rodixidor ha detto:

    Bello leggerti di nuovo. Impeccabile e particolarmente aride le tue considerazioni. Non le immagini che sai suscitare sempre intense ed evocative di qualcosa per chiunque. Mi chiedo se è vita vissuta o vita spiata o vita immaginata, ma poi mi scuoto ed evito la buca in cui stavo per inciampare incautamente ma solo perché da tempo non ti leggevo. Ricordo per tempo che non bisogna farsi questa domanda quando si legge di te.

  2. ilgattosyl ha detto:

    Quante cose ha da raccontare la tua cassetta delle posta. Io ci trovo solo qualche pubblicità di pizzerie express o se sono fortunato qualche bolletta con su il mio nome.

  3. Sephiroth ha detto:

    Roba triste.
    Non so se lasciare la propria progenie sia meglio o peggio. 🤔

  4. tramedipensieri ha detto:

    A volte nella posta; altre sul giornale…altre ancora un passaparola.
    Senza sapere in quale anno, mese e giorno gli sarà venuto un mal di testa tale da non sapere che fare. E nessuna posta, notizia che sia arrivata .allora

    un saluto
    .marta

  5. newwhitebear ha detto:

    leggerti alla vigilia di natale fa piacere dopo un lungo silenzio.
    Non so se sia autobiografico o di fantasia ma quello che hai scritto descrive perfettamente tante situazioni familiari dove la badante eredita e i parenti stanno a guardare. Ma forse è giusto così.

  6. E’ sempre molto bello, leggerti. Ciao, ragazza.

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