Il canto della sirena

Io là non ci torno.
Lo disse e fu silenzio. Chiuse le labbra e per qualche secondo anche gli occhi. Sembrava non respirare.
Passarono almeno dieci minuti, poi il silenzio fu rotto.
– Non puoi, ormai non ti puoi tirare indietro. Così rovini tutto. Hai fatto il patto. Sei una stupida, una piccola stupida.
– Senti chi parla! Ti dai arie da capo, ma sappiamo tutti che te la fai sotto per ogni cosa. Sai come ti chiamavamo quando ancora potevamo andare là dove ora tu vorresti tornare? Tu per tutti noi eri “Toni il cacasotto”. Diteglielo anche voi o siete diventati pieni di boria come lui?
Fu di nuovo silenzio.
Gli altri fissavano un punto indefinito della stanza, ognuno un punto differente. Sembrava che nessuno avesse il coraggio di inserirsi nella discussione e allora se ne stavano sguardo al vuoto e bocca chiusa. Qualcuno respirando allargava le narici in un modo esagerato, come se cercasse di incamerare una grande quantità d’aria che alla prima occasione avrebbe liberato.
In due sedevano sullo stesso sgabello, alto da far tenere le gambe penzoloni. Fissavano due punti opposti, ma dondolavano la gamba destra allo stesso identico ritmo. Sembrava battessero in tempo della stessa canzone, la condividevano nella testa e la battevano con la gamba.
La Rossa fissava la lampadina che penzolava da un filo che usciva dal soffitto. Teneva la testa alta, sembrava osservare con attenzione la pallida luce che liberava la lampadina e questa le rendeva lo sguardo colorandole gli occhi di una specie di rosso e amplificando ancora di più il pallore del volto.
Tacevano.
– Invece di guardare in giro, manco ci fosse verifica, perché qualcuno non dice a questa stronzetta che noi non abbiamo paura proprio di nulla. Che noi là dentro ci vogliamo tornare e ci torneremo con o senza di lei. Rossa, non è tua amica questa scema? Stavate sempre insieme, facevate coppia fissa. “Le inseparabili”. Non hai proprio niente da dirle? Non hai voglia di ricordarle cosa ci è successo e del patto che ci siamo fatti? Non avresti voglia una volta, una sola, di farti valere con lei? Sei una stupida bimbetta anche tu?
– Smettila Toni, te la prendi con lei, ma è con me che lo dovresti fare. Ho detto che là non ci torno e non ci tornerò. E poi che c’entra il patto? Ci siamo giurati con il sangue e con lo sputo amicizia e fedeltà, non abbiamo giurato di vendicarci. Se vuoi la vendetta, arrangiati, io non sarò mai dei tuoi. E tu Rossa non dargli retta, è la rabbia che lo fa straparlare.
– Ci hanno tolto quello che era nostro, ci hanno impedito di andare dove amavamo andare e tu non vuoi vendicarti? Non vuoi riprenderti quello che era tuo, nostro? Ma che cosa sei diventata, una mammola sempre pronta a obbedire? Lo diceva mio fratello che non ci si deve fidare delle femmine. Sembravi diversa sai? Sei come tutte le altre, quelle che hai sempre disprezzato e non hai mai voluto far entrare nella nostra banda.
Fu allora che sentirono il suono di una sirena e contemporaneamente un fortissimo frastuono. Il rumore di pale di elicottero, improvviso e chiarissimo, proprio sopra le loro teste. Il primo istinto fu quello di nascondersi sotto i due tavoli e le sedie accatastate nel garage, ma seguirono una voce che da fuori intimava loro di uscire.
Pensarono subito che il loro piano criminale fosse stato scoperto, ma appena usciti scoprirono una realtà ben diversa. Un grande incendio stava distruggendo tutto, tutto quello che avevano già perso una volta, non sarebbe mai più stato loro.
Anni di infanzia in fumo.
– Hai visto Toni? Non devi più vendicarti. Venite, andiamo a casa, saranno preoccupati.

 

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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9 risposte a Il canto della sirena

  1. tramedipensieri ha detto:

    A volte gli avvenimenti improvvisi portano ad una svolta, ad una soluzione insperata. Libera…

  2. rodixidor ha detto:

    Wow. Non c’ho capito niente ma è un gran bel pezzo. 🙂

  3. newwhitebear ha detto:

    un finale imprevisto ma che fa tirare un sospiro di sollievo a tutti.
    ben tornata

  4. bortocal15 ha detto:

    dov’e` la sirena?

    oops, proprio facendo la domanda ho trovato la risposta. chiedo scusa della mia stupidita`.

    ma un pezzo che ti fa sentire un poco stupido e` certamente un bel pezzo

  5. lucilontane ha detto:

    E adesso siamo tutti qui fuori, abbiamo perso tutto. Il disincanto ci ha travolti, e abbiamo infranto il patto…

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