Linea 5.2

Il sole sulla faccia, i motori nelle orecchie, lo scarico tra le narici e i polmoni. Loro là, leggeri e silenziosi mi scorrono accanto.

Lei e i suoi improbabili capelli blu, lui e il suo sorriso un po’ scemo.

Li ho invidiati. In questa Venezia soleggiata, silenziosa e splendida.

Un giro in gondola è roba da innamorati, da decadenti romantici o da vecchi un po’ idioti?

Mi sono passati accanto silenziosi, loro. Io sul mio 5.2 per il desiderio di quel tratto di laguna prima di arrivare al Lido. Il Lido è l’unico posto all’altezza di Venezia, una linea tra mare e laguna, una pausa.

Non sono giovani, hanno quell’età che ripesca nell’adolescenza nonostante la distanza, che gode della consapevolezza e di una inconsapevole idiozia. Si godono una Venezia insolita, la ricorderanno per sempre.

Viene voglia di fotografare i gabbiani, le montagne all’orizzonte, gli aerei in discesa, il cimitero.
Il sole mi scalda forte e ho un po’ (poca) felicità nel cuore.

 

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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2 risposte a Linea 5.2

  1. newwhitebear ha detto:

    poetica e romantica questa visione.
    Ben tornata

  2. L’hai raccontata benissimo, ragazzona. Così bene che adesso devo bere.

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