La vecchia.2

Era in vacanza, una vacanza decisa all’ultimo momento. Si era aggregata al gruppo di un tempo per sfinimento. Non era facile dire sempre di no.
Le altre donne del gruppo, quattro, non erano certo alla sua altezza. Due erano totalmente insignificanti, le altre due avevano da badare ai mariti, vecchi pure loro, ma non del tutto domi.
Le donne spesso sono cretine, trascorrono le giornate a occuparsi degli uomini che hanno accanto solo per un senso di riconoscenza. Quelle due erano proprio così, li guardavano come si guarda a un figlio viziato cui si consente tutto. Spalmavano creme, rimettevano in pari camicie abbottonate storte, piegavano asciugamani. Tutto in cambio della possibilità di averli accanto, di non essere sole. I mariti egoisti e narcisisti continuavano a fare i figli e a lasciarle comunque sole.
Complessivamente erano sette vecchi in vacanza.
La vecchia aveva deciso di fare quella vacanza convinta da una delle due donne insignificanti. Erano amiche da parecchi anni, sempre che si possano definire amicizie quelle compagnie fatte di cinema, vedovanza, pilates e gruppi di lettura.
I mariti erano amici d’infanzia. Avevano frequentato lo stesso collegio per perdersi di vista dopo l’università e ritrovarsi a una cena di beneficenza. Cominciarono a frequentarsi assiduamente da soli, ma poi anche con le rispettive mogli.
La vecchia fu la prima a sperimentare la vedovanza. Fu un periodo difficilissimo. Non si era rinchiusa nel dolore, aveva bisogno di aria nuova, di facce nuove, di evolversi in qualcosa di differente.
La vita con suo marito era stato un vero e proprio incontro all’ultimo sangue.
Aveva capito subito che era l’uomo per lei, con tutti i nervi nei posti giusti. Un uomo che le consentiva la battaglia, che la irritava, la faceva soffrire.
Lei era specialista di certo tipo di sofferenza.
Non si poteva dire che fosse bello, ma tutto di lui rimandava a qualcosa di grande, di divino. Non c’erano sbavature nel suo corpo e lo sapeva. Era un amante scostante, di quelli che non accontentano mai, ma che diventano necessari.
Avevano concepito quattro figli con la forza del desiderio e della passione, li avevano offerti al mondo. Un dono, il loro. Tutti e quattro, uno dopo l’altro senza il minimo dubbio, solo certezze.

Informazioni su menteminima

Metto i baffi così non mi riconosco.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

4 risposte a La vecchia.2

  1. poetella ha detto:

    … che vitaccia, peró…

  2. newwhitebear ha detto:

    una cruda descrizione di un mondo reale. alla fine le parti s’invertono ma spesso si preferisce la loro compagnia pur di non rimanere sole. Quante volte ho sentito dire da una vedova, una separata: ‘Tu sei fortunata che hai XXX’.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...