Acciughe e cheddar. Del cheddar racconto domani. Oggi ricopio ma me.

Sono pigro, poco avvezzo alla fatica, al lavoro, all’azione.
Non mi sono mai sforzato. Per sessant’anni ho accettato quello che riuscivo a fare e basta.
Ho evitato di pensare troppo e per non correre pericoli ho evitato anche le persone che pensano troppo.
Non penso per una forma speciale di pigrizia: la codardia.
Non vorrei si fraintendesse, non è che proprio non penso, credo sia impossibile, io semplicemente mi limito a pensare i pensieri di servizio, quelli che devo fare, quelli necessari.
Il rischio di lasciare andare liberi i pensieri è quello di incappare in qualcosa di orrendo, di rischioso, è quello di non riuscire a smettere e di farsi travolgere. Il trucco è riempirsi di parole belle i pensieri.
E allora io ho imparato ad usarle le parole. Sì, proprio le parole, quelle che consentono il pensiero stesso. E’ facile. Io le scelgo per il loro suono. Provate a pensare a voce alta, sì, si può: “ACCIUGHE DEL MAR CANTABRICO.” Non è meraviglioso? E’ una musica. E’ l’incanto dell’incantatore di serpenti. Questa frase, che è la mia preferita, non è sempre stata mia. E’ arrivata casualmente, un giorno, in una specie di bar accanto alla stazione.
-“Le porto anche qualcosa da mangiare?”
– “Ad esempio?”
– “Mi sono arrivate delle fantastiche acciughe del Mar Cantabrico.”
Da allora non sono più riuscito a non pensare a questa frase. La ritrovo prima di dormire, spesso mi libera dall’ascoltare orrende conversazioni in ascensore. E’ deliziosa.
Le parole possono salvare da ogni genere di problema, anche da quelli che ti rendono difficile il sonno. Ma ci vuole attitudine.
Da bambino avevo trovato aiuto nei numeri. Grandi i numeri, ma col passare del tempo mi sono reso conto che potevano diventare pericolosi. E poi la gente non capisce e se ti sentono contare si preoccupano. Se ti sentono parlare, dire belle parole, ben pronunciate, al contrario ti stimano.
A sessant’anni, la mia vita è cambiata. Ho cominciato un’attività assolutamente contraria alla mia natura: ho cominciato a pescare.
La pesca è contraria alla mia natura perché è faticosa. Non è facile stare seduti, praticamente immobili, per ore senza perdere l’attenzione, senza dimenticare perché sei là. Immobili, in silenzio, con le mani e le gambe che ti si rattrappiscono e lo sguardo attento, fisso sull’acqua a cogliere ogni singolo impercettibile movimento. Ci vuole pazienza, pazienza, costanza, vigore. Come avrei fatto senza le parole, le mie belle sonore parole? Ancora una volta in mio soccorso, ancora a darmi forza, coraggio, resistenza.

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Metto i baffi così non mi riconosco.
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38 risposte a Acciughe e cheddar. Del cheddar racconto domani. Oggi ricopio ma me.

  1. ho come un deja-vu. sbaglio?

  2. dorotea ha detto:

    Mi hai ricordato una persona a me molto cara.
    Quasi, quasi gli faccio leggere questo post!

  3. Niko ha detto:

    Magiche parole, quasi un mantra 🙂

  4. fimoartandfantasy ha detto:

    Dovrei seguire anch’io più le parole che i pensieri… Io sono una di quelle persone che pensa troppo! Infatti il tuo post mi fa pensare. 😀

  5. rodixidor ha detto:

    Non l’avevo letto prima – Acciughe del Cantabrico per tutti !- 🙂

  6. massimolegnani ha detto:

    uh, che bellezza!
    lo sai, quando indossi i pantaloni sei irresistibile.
    ml

  7. Pablo ha detto:

    Anch’io ho sessant’anni e per sessant’anni le parole non mi sono mai uscite, si sono sempre rifiutate di nascere preferendo restare nel liquido amniotico della mia testa. Ma da un po’, grazie anche al blog, ho cominciato finalmente a partorire “paroline”, piccole parole come neonati da far crescere e far diventare parole adulte. E solo ora mi accorgo di quante parole mi sono perso nella vita. Solo lette, ma non dette. Che peccato. Avrei voluto, soprattutto, dire più “ti voglio bene”, più “ciao come stai”, più “che bello/a che sei”. Avrei voluto dire più spesso a mio primo figlio “oggi sto con te e solo con te e tutto per te”.
    Pablo
    P.S. E avrei dovuto più spesso chiedere “scusa”.

  8. menteminima ha detto:

    Anche più “ti amo” ?

  9. newwhitebear ha detto:

    Un post più lungo del solito ma ne valeva la pena. Le acciughe del mar Cantrabico sono la mia passione! Pensa che in sessant’anni non le ho mai mangiate, anche se qualcuno le spacciava per loro. Siamo proprio coetanei…Ma guarda un po’!

  10. gelsobianco ha detto:

    Tu al maschile sei grande!
    Aspetto!
    Inizio notevole.
    🙂
    gb

  11. penna bianca ha detto:

    L’avevo perso anch’io. Ma di questi tempi sono parecchio distratta e indaffarata. Bello davvero. Ciao cara. sprizza per me 🙂

  12. stefaniazan8 ha detto:

    Sai cosa pensavo?
    Chissà quanto pesce riesce a pescare questo tizio che mentre aspetta pensa: ACCIUGHE DEL MAR CANTABRICO.
    🙂
    Forse sto pensando troppo, mi fa male, ha ragione lui
    😉

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